Dott.ssa GIULIA CAUSA Psicologa Clinica
Dott.ssa GIULIA CAUSA Psicologa Clinica

2 aprile 2019: Giornata Mondiale della Consapevolezza dell'Autismo.

Lo scorso 2 aprile è stata la giornata mondiale della consapevolezza dell’autismo. In occasione di questa giornata, in cui si ricorda un disturbo che sta spaventosamente aumentando la sua incidenza nella popolazione, è stata inaugurata, a Castion di Loria, nel Trevigiano, una nuova struttura; si tratta de “La Farfalla”, una casa che sorge adiacente al Centro Diurno “Casa Gialla”, di cui sono coordinatrice ormai da qualche anno.

Gli articoli e le interviste a riguardo sono molteplici e allego il link di seguito, ma mi piacerebbe fare un po’ di chiarezza riguardo ai luoghi comuni che ruotano intorno a questo disturbo. Disturbo, non malattia, in primis, perché da una malattia si guarisce, dall’autismo no. È un modo altro di stare al mondo, un modo che stravolge la consueta logica e di cui spesso è molto complicato capirne i meccanismi. Ma dall’autismo non ne esci, non è che oggi sei autistico e tra un paio di anni non lo sei più; si può, però, con duro lavoro, tanta frustrazione e molte soddisfazioni, trovare il modo migliore per convivere con esso, insegnando a questi bambini, che un giorno diventeranno ragazzi e poi adulti, la maggiore autonomia possibile, le regole sociali, che per loro sono sconosciute. Una delle caratteristiche dei Disturbi dello Spettro Autistico è proprio la fatica a comprendere cosa è appropriato e cosa no, cosa si può fare in pubblico e cosa invece richiede la privacy domestica. Il concetto di morale non è innato e va insegnato loro, rinforzando tutti quei comportamenti che desideriamo loro mettano in atto, portando ad estinzione quelli che invece non sono adeguati.

Come tutti i modi diversi di stare al mondo, anche il modo autistico è spesso stigmatizzato: le persone autistiche spesso vengono viste come maleducate o violente. Ma prima di dare un’etichetta cosi pensante bisogna comprendere il perché: spesso questi bambini, ragazzi e adulti non sono verbali, ovvero non hanno mai appreso il linguaggio. Alcuni comunicano con la comunicazione compensativa, tramite la scrittura o tramite immagini, altri nemmeno questo. Come possono dunque esprimere il loro malessere, la rabbia, la paura o anche solo il loro disappunto, se non tramite il corpo? Ecco spiegato il perché delle urla, dei colpi battuti dove capita e spesso anche addosso, delle mani alzate… La percezione del mondo è diversa, spesso anche poco comprensibile per il ritardo mentale che frequentemente c’è e, come tutto ciò che non capiamo, ci fa paura. Spesso questi ragazzi non si spiegano il mondo e l’ansia raggiunge picchi molto alti, tanto da farli diventare violenti. Ma dietro a questa violenza non c’è l’intenzionalità di fare male, ma solo quella di scaricare un qualcosa che non riesce ad essere trattenuto. I rumori forti, le persone sconosciute, i cambiamenti nelle routine sono tutte cose che spesso questi ragazzi faticano ad accettare, credo perché toglie quel poco di senso di padronanza del mondo che faticosamente hanno costruito. Uno del lavori più importanti che facciamo con questi ragazzi è proprio quello di portarli ad avere meno paura del mondo, e lo facciamo proprio portandoli nel mondo, invece che, come è accaduto per decenni, tenendoli chiusi in un qualche istituto. Più facciamo esperienza di un qualcosa, meno quel qualcosa ci spaventa.

 

Altro luogo comune è che gli autistici non sappiano instaurare delle relazioni: non è vero! I “miei” ragazzi cercano continuamente gli operatori e gli altri ragazzi, creano il contatto visivo e spesso basta un’occhiata perché capiscano se possono o meno fare quello che stanno facendo. Ci abbracciano, ci baciano, ci tengono la mano. Non sempre comprendono come sta l’altro a livello emotivo, anzi, molto di rado, ma non per questo sono isolati e inavvicinabili.

Come in tutte le diversità, prima di potersi esprimere a riguardo, parlando tramite frasi fatti e stereotipi, bisogna conoscere. 

“La Farfalla” nasce per aiutare le famiglie di questi ragazzi, che vengono letteralmente travolte dall’autismo dei figli. Un autistico a basso funzionamento richiede una presenza continua, richiede che l’intera famiglia cambi la propria vita in sua funzione, richiede che stanchezza, malessere ed interessi vengano sempre dopo le sue esigenze. E questo, dopo tanti anni, logora. “La Farfalla” è un luogo dove questi ragazzi possono vivere una vita adatta alle loro esigenze, con coetanei ed operatori giovani, dove possono fare esperienza del mondo e dove anche i genitori possono riprendersi degli spazi, accantonati per molti anni.

Di seguito i link agli articoli e ai servizi che parlano di noi. 

 
 
 
 
 
Per chi volesse venire a conoscerci e a scoprire qualcosa in più sul mondo dell'autismo ci trovate a Castion di Loria, a pochi km da Castello di Godego (TV), in Via La Piccola 27. Volontarie e volontari sono sempre i benvenuti!
FB: Cooperativa Agorà progetto Casa Gialla (@agora1958)
       La Farfalla (@lafarfalla.2017)
 
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